L’inbound marketing, trend 2016 del marketing

Inbound marketing? E che cos’è?

E’ una tecnica di marketing che viene utilizzata molto frequentemente, e la puoi vedere applicata ogni giorni quando navighi in rete.

Mi spiego meglio, ti sei mai trovato in difficoltà nel fare una determinata cosa?
Ad esempio nel preparare un piatto che a prima vista sembrava così facile ma poi ti accorgi che non sai da che parte iniziare?
Cosa hai fatto? Sei andato su internet, hai chiesto aiuto a Google, che ti ha indirizzato sui video e sulle guide che ti spiegavano sui dettaglio come procedere senza problemi.
Ora,  molto probabilmente il contenuto era realizzato da un’azienda che vende un prodotto e un servizio inerente alla cucina.

Questa tecnica di ingaggio del cliente senza urlargli in faccia Compra! Compra!  Compra!,  si chiama Inbound Marketing.

L’inbound marketing è una tecnica che mira ad ingaggiare, a creare un primo contatto tra te e il tuo il potenziale cliente.

In che modo?

Attraverso la creazione di contenuti di valore per il cliente.
Per contenuti di valore intendiamo la realizzazione di guide, report, articoli How To, video ecc., che non mirano a vendere direttamente un prodotto, ma che aiutano concretamente il potenziale cliente a risolvere un problema.
Attiriamo così potenziali clienti che sono in linea con il nostro target, ovvero sono clienti interessati che possono acquistare i nostro prodotti e i nostri servizi in un prossimo futuro.

Facciamo un altro esempio in modo da capire come viene applicata questa tecnica in modo concreto.
Voglio fare un innesto su un albero ma non ho idea di come procedere.
Vado allora su Google, cerco “innesto pianta” e mi imbatto in una breve guida, in pdf, che mi spiega in modo molto sintetico come procedere.
Ora, la guida in questione è redatta da un’azienda che vende attrezzi da giardinaggio online.
Per richiederla devo lasciare la mia e-mail.
Ricevo la guida, la apro, la leggo e effettivamente scopro che mi è stata molto utile.
Se l’azienda si muove con efficacia nei giorni successivi, mettendo in atto una serie follow-up, inizierà a coltivare questo prima contatto inviandomi email con contenuto nozionistico e commerciale, creando un rapporto di fiducia che mi farà percepire l’azienda in questione con un punto di riferimento nel settore.
Sarà probabile che primo poi, avendo ricevuto uno o più contenuti di valore che mi hanno risolto un problema, quando ne avrò bisogno darò fiducia all’azienda un questione acquistando un loro prodotto.

Da 10 anni a questa parte l’imbound marketing è una delle tecniche più efficaci per fare business online.
Si differenzia in modo significativo dai classici metodi pubblicitari (inserzioni sui giornali, spot tv e radio, acquisto di liste di nominativi, volantinaggio) perché non interrompe l’attenzione del visitatore, inviando il messaggio promozionale in modo indistinto, ma viene realizzato su misura per gli interessi e per le attitudini del cliente target.
Segna quindi una precisa distinzione tra quello che viene definito Interrupting Marketing e il Permission Marketing.
L’interrupting marketing rappresenta il vecchio modo in cui le aziende promuovevano i loro prodotti interrompendo l’attività che il potenziale cliente stava facendo.
Comprendeva attività attività estremamente invasive (telefonate a casa, vendita porta a porta, pubblicità radio e tv, banner pubblicitari su internet) , e questo a lungo andare generava nel cliente un senso di fastidio, provocando più danni che benefici.
Questi tecniche pubblicitarie avevano costi molto elevati, generavano un ritorno sull’investimento mediocre e spesso non c’erano dati a sufficienza per misurare le varie campagne.
<< Piccola nota personale: una delle cose più fastidiose, per quanto riguarda la mia esperienza, sono i pop up che interrompono la lettura di un articolo. Bene, quando capita, mi ricordo bene del brand in questione e mi prometto di non acquistare in futuro nessun prodotto!>>

Il Permission Marketing invece è il nuovo paradigma per fare marketing che produce risultati.
Il termine è stato coniato per la prima volta nel 1999 da Seth Godin, e raggruppa quelle strategie di comunicazione di marketing che creano una “relazione” tra l’azienda ed il consumatore basata sul consenso di quest’ultimo.
Il potenziale cliente ha infatti sempre meno tempo per prestare attenzione ai sempre più numerosi messaggi pubblicitari.
Si è reso quindi necessario introdurre nuove forme di promozione, non invasive, che attraverso le quali chiedere al cliente il permesso di divenire il destinatario di messaggi pubblicitari pertinenti ai suoi consumi, interessi, aspettative e necessità.
Procedendo in tal senso , l’azienda non viene considerata dal cliente non come un’estranea che vuole invadere la privacy del cliente, ma come amica che vuole guadagnarne il consenso.
Questo si traduce in maggiore attenzione da parte del cliente nel prestare attenzione ai messaggi promozionali e ad effettuare il primo acquisto.
Si tratta quindi di un processo allineamento tra gli interessi dei clienti (risolvere un problema o trarre beneficio dall’acquisto di un prodotto) e quelli dell’azienda (vendere prodotti e servizi ad un cliente interessato e qualificato).

I passaggi attraverso i quali si delinea questa tecnica sono sostanzialmente quattro:
Ingaggio: attraverso il sito e l’utilizzo di keywords particolari attiriamo l’attenzione del potenziale cliente;
Conversione: tramite Landing Page e Call to Action mirate, forniamo contenuto di valore in cambio dell’indirizzo e-mail;
Vendita: formuliamo la proposta commerciale attraverso l’email marketing e il mobile marketing;
Promozione: cerchiamo di far ripetere l’acquisto e di generare altri potenziali clienti attraverso la condivisione.

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